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 Busto Garolfo è detta anche Busto Piccolo per distinguerla dall'altra Busto- Arsizio- che era detta grande per via dell'importanza che aveva ottenuto.
Con Decreto reale del 24 dicembreo 1868 emanato a Torino da Vittorio Emanuele II, i Comuni di Dairago, Arconate e Villa Cortese venivano soppressi ed aggregati come frazioni a Busto Garolfo. Oggi Olcella è l'unica frazione.
Nel XIX secolo la campagna bustese era riccamente coltivata a viti e gelsi.
Il vino che se ne ricavava, per il quale il paese di Busto era rinomato, è citato in una poesia in dialetto milanese di Carlo Porta intitolata Bindes de meneghin a l'ostaria.
Un'altra testimonianza della diffusione della vite è la presenza di un grande torchio, datato 1794, nei locali annessi all'attuale Villa Villoresi. Verso la fine del XIX secolo, però, la siccità ed un'epidemia diffusa da parassiti, sia sulle viti che sui gelsi, ridussero l'agricoltura in grosse difficoltà, accentuate dalla mancanza di acqua.
Fu in questo periodo che prese l'avvio il progetto di costruzione del canale Villoresi, di derivazione dal fiume Ticino. I lavori iniziarono nel 1881 e terminarono nel 1886.
La popolazione di Busto Garolfo appare in crescita costante.
Negli ultimi 5 anni sono arrivati quasi 1000 neocittadini. Ciò è dovuto alle nuove urbanizzazioni e ai servizi e infrastrutture d'avanguardia, nonché i grandi spazi verdi come il Parco Agricolo Sovracomunale del Roccolo istituito nel 1991 tra i Comuni di Parabiago, Busto Garolfo, Casorezzo, Arluno, Canegrate e Nerviano.
Riconosciuto dalla Regione Lombardia, si estende per circa 15.000.000 di m2, ed è atto alla difesa di fauna, flora e attività agricole locali grazie alla presenza di specie arboree autoctone (quercia, ciliegio, pino silvestre) ed altre specie introdotte dall'uomo (robinia, castagno, quercia rossa, prunus serotina).
Attualmente è in progetto una sua estensione fino all'Oasi WWF del bosco di Vanzago.
Il Comune di Busto garolfo è collegato con i comuni limitrofi con autolineegestite dalla MOVIBUS (ex ATINOM).
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